L’implantologia dentale obbligatoriamente “estetica” ?

L’implantologia dentale osteointegrata ha rivoluzionato l’odontoiatria negli anni ’80, rendendo l’implantologia una disciplina scientificamente documentata: da allora si è cominciato con fiducia a sostituire i denti persi con impianti in titanio osteointegrabili, atti a supportare una protesi fissa standardizzata.
Dopo decenni di esperienze bisogna arrivare ai giorni nostri per codificare finalmente un sistema diagnostico e procedurale che permetta di avere denti fissi “biomimetici” su impianti del tutto simili a quelli naturali, indistinguibili anche allo sguardo più attento.
In un mondo come quello attuale l’aspetto del volto e del sorriso coinvolge emotivamente e socialmente ogni individuo per le conseguenze sull’autostima, sui rapporti sentimentali e su quelli lavorativi. Un “Dentista Estetico” evoluto deve quindi tenere conto non solo della tenuta nel tempo (osteointegrazione) ma anche della moderna protesizzazione estetica. Ebbene il dentista estetico è oggi in grado di progettare e realizzare ceramiche dentali raffinate su impianti opportunamente collocati al posto giusto e in modo attento.
Si realizza così un perfetto connubio tra arte e tecnologia, con la sovrapposizione di un disegno estetico del sorriso eseguito dal Dr. Alessandro Fedi sulle foto del paziente con l’Imaging Digitale e un progetto implantologico in base all’osso disponibile o rigenerabile curato del Dr. Domenico Giannini con l’Imaging Radiologica 3D a basso dosaggio (CBTC) .

Il futuro dell’implantologia dentale

NEL PASSATO il chirurgo implantare eseguiva ampie incisioni d’accesso per “vedere” i siti ossei più ampi e sicuri dove inserire gli impianti e il protesista doveva arrangiarsi per progettare una protesi su impianti non collocati al posto ideale a scopo estetico.
OGGI si è capovolto il processo: si parte dal progetto estetico e gnatologico per collocare gli impianti senza larghe incisioni, bensì con la massima precisione chirurgica grazie a un piccolo foro d’accesso. Quindi non più implantologia ossea guidata dalla disponibilità ossea senza riguardo particolare all’estetica, ma “implanto-protesi estetica” guidata dal progetto estetico. Nello Studio Fedi questo processo è attuato con progetti e procedure condivisi da due professionisti, il Dr. Alessandro Fedi per la parte estetica e gnatologica e il Dr. Domenico Giannini per tutte le procedure chirurgiche.

Dr. Alessandro Fedi

Medico Chirurgo,
Spec. in Odontostomatologia,
Spec. in Ortodonzia e Gnatologia.

Dr. Domenico Giannini

Medico Chirurgo,
Spec. in Chirurgia maxillofacciale,
Implantologia e Chirurgia Orale

Si può eseguire l’implantologia estetica immediatamente dopo la rimozione dei denti malati? Che cos’è l’implantologia a carico immediato?

È possibile rimuovere un dente malato non più curabile e sostituirlo nella stessa seduta con un impianto e una corona dentale estetica fissa (provvisoria), rinviando la realizzazione di quella definitiva in ceramica dopo  la stabilizzazione dei tessuti osteo-gengivali, di norma entro due-tre mesi:  questa procedura è denominata “implantologia a carico immediato”.

Mentre in certi casi è addirittura raccomandabile eseguire una procedura implanto-protesica siffatta, bisogna considerare che in altri casi può essere sconsigliabile. I fattori diagnostici e il quadro intra-operatorio, da valutare in proposito, sono diversi e saranno vagliati caso per caso attentamente dai Dr. Alessandro Fedi e Domenico Giannini per determinare il vantaggio biologico ed estetico di  procedure alternative: [1]“implantologia a carico immediato rispetto alla [2] implantologia immediata che consiste nel collocare solamente gli impianti differendo la loro protesizzazione  dopo un  periodo di attesa per la corretta osteointegrazione (da 2 mesi in caso di buona disponibilità di osso nativo a 6 mesi in caso di rigenerazione ossea) prima della protesizzazione e alla [3] implantologia differita o ritardatache prevede l’inserimento degli impianti dentali nell’osso mascellare dopo circa 1-2 mesi dall’estrazione dentaria.

Ovviamente, tutte le volte che sarà possibile senza rischi, saremo lieti di applicare una procedura “a carico immediato“ per gli ovvi vantaggi psicologici oltre che biologici che in quel caso saranno raggiunti.

Implantologia Dentale - Carico immediato
Implantologia Dentale - Cosa è un impianto dentale

Che cos’è un impianto?

L’impianto dentale consiste in un ancoraggio integrato nell’osso mascellare (osteointegrazione  atto a supportare una protesi dentale fissa in ceramica  estetica e  può essere di fogge diverse. Per questo sarebbe riduttivo definire un impianto dentale come una vite in titanio riferendosi alla sua tipologia  sua tipologia più comune e banale.

Gli impianti dentali possono  infatti essere fabbricati con titanio purissimo o con ceramica, possono essere cilindrici o conici, filettati con spire di passo diverso secondo le esigenze, con superficie trattata in modo differenziato, corti e stretti oppure larghi, financo a forma di lama per creste sottili, con dispositivi di ancoraggio alla sovrastruttura protesica mediante un ingaggio accettante viti di fissaggio oppure con geometria autobloccante, con esagono o ottagono o altra geometria antirotazionale, con inclinazioni diverse, con possibilità di modifiche di laboratorio per esigenze particolari, con ingaggi  per una rimozione domiciliare della protesi, possono supportare un dente singolo, più elementi dentali o addirittura un’arcata totale…….. esiste un alto numero di varianti tecniche sia per un impianto che per una sovrastruttura collegata che supporti i denti.  Esiste oggi un numero indefinibile di marchi diversi oltre  ai  cloni che imitano i marchi più famosi e performanti.

Per scelta ragionevole e direi ovvia nello Studio Fedi adoperiamo solo marchi primari certificati e diffusi in tutto il mondo, che garantiscano una garanzia di assistenza a vita.

È possibile chiedere preventivi per Implantologia on line?

Per i motivi su descritti è impossibile preventivare alcunché senza valutare  la situazione individuale di un paziente.

È necessaria un’accurata visita e un corretto apprezzamento delle esigenze estetiche e psicologiche, della disponibilità ossea, dello stato di salute  generale, della capacità economica e del tempo a disposizione per le cure : a tutto questo andranno adeguate le varianti procedurali possibili. Particolare attenzione va porta  all’anamnesi farmacologica (alcuni farmaci controindicano al ricorso dell’implantologia) e allo stato di mineralizzazione e architetturale  dell’osso mascellare. Fermo restando che talora alcuni denti considerati perduti dal paziente potrebbero invece essere ancora recuperabili, riducendosi così i costi del trattamento.

Sebbene sia importante, l’investimento economico non dovrà guidare la scelta del piano di trattamento ideale perché è la ricerca della “qualità personalizzata” che deve indirizzare il paziente verso la sua soluzione ottimale, quella che  durerà nel tempo perché meglio diagnosticata e meglio eseguita. La possibilità di rateizzazioni rende di solito accessibili a tutti le migliori cure in ogni caso.

Impianti dentali dr Giannini
Impianti dentali con poco osso

Si possono mettere gli impianti quando c’è poco osso?

Molti pazienti vengono in visita da noi disperati perché gli è stato detto che non avevano osso a  sufficienza per collocare impianti.

In realtà grazie ad una attenta analisi della Radiografia 3D Cone Beam  (a bassa emissione di raggi rispetto ad una TC convenzionale) che possiamo eseguire direttamente nello Studio Fedi  troviamo osso disponibile quasi sempre, quantunque in siti particolari, sempre basandoci sul nostro progetto estetico.

Nei casi in cui invero l’osso nativo scarseggia in tutto o in parte esistono diverse procedure atte a raggiungere il risultato desiderato. Procedure rigenerative o innesti d’osso o impianti più corti:  singolarmente o combinate sono molto efficaci. Inoltre, quando l’osso alveolare mascellare è gravemente deficitario anche per precedenti fallimenti rigenerativi e/o implanto-protesici, entrano in gioco gli impianti dentali di lunghezza aumentata. Parliamo degli impianti zigomatici, pterigoidei e nasali che vengono inseriti nelle omonime strutture anatomiche. Infine, può essere considerata come altra risorsa una procedura che nel passato era molto indaginosa e soggetta a fallimenti frequenti, ma che oggi grazie alle nuove tecnologie è del tutto riconsiderabile la c.d. implantologia iuxtaperiostea.

Cosa sono gli Impianti Zigomatici, Pterigoidei e Nasali?

Non sempre è possibile rigenerare l’osso mascellare alveolare nativo. Specialmente quando sono state già eseguite procedure rigenerative o implantologiche con esito negativo,  l’osso residuo è spesso assente o comunque insufficiente.

In questi casi clinici selezionati entrano in gioco specifici impianti dentali, che differiscono da quelli tradizionali perché sono decisamente più lunghi, da 18 a 52 mm. Il razionale di questi impianti è che trovano la loro stabilità primaria non nell’osso alveolare mascellare, ma in quello delle strutture anatomiche adiacenti. Pertanto, in base al posizionamento parliamo di impianti zigomatici, pterigoidei e nasali, inseriti nelle omonime strutture anatomiche, rispettivamente osso zigomatico o malare, processo pterigoideo dello sfenoide e processo nasale del mascellare superiore. Chiaramente solo la parte finale o apicale dell’impianto risiede in queste strutture anatomiche, mentre quella più coronale o iniziale, come per gli impianti tradizionali, si colloca in corrispondenza della gengiva alveolare, dove prenderà origine la protesi dentaria. Ben progettata e ben eseguita questa implantologia dà soluzione con successo a casi precedentemente giudicati non risolvibili.

Implantologia Dentale - Impianti zigomatici

Che cos’è l’implantologia iuxtaperiostea?

Quando non è disponibile osso nativo per l’inserzione di impianti all’interno dell’osso mascellare (arcata superiore), in alternativa alle procedure suddescritte o come unica possibile soluzione, posiamo utilizzare l’implantologia iuxtaperiostea, che consiste nella fabbricazione personalizzata CAD CAM di una “griglia” leggera e poco spessa in titanio da giustapporre, dopo incisione delle mucose gengivali, sull’osso mascellare: viene letteralmente appoggiata a cavaliere con precisione micrometrica sulle creste ossee  residue, stabilizzata con delle microviti e ricoperta suturando al di sopra le mucose gengivali, dalle quali emerge la connessione per il supporto protesico, come per gli impianti tradizionali. L’igiene orale e i controlli clinici dovranno essere estremamente scrupolosi per evitare migrazioni di batteri lungo la griglia giustapposta, difficilmente arrestabili se progredite.

Qual è il timing dell’implantologia estetica?

È così che  nello Studio Fedi  si procede  con la finalità di  una “implantologia guidata da estetica e funzione”. Nella maggior parte dei casi clinici, dopo la prima visita, si procederà con i seguenti passi:

  1. analisi estetica fotografica digitale del nuovo sorriso ed esame gnatologico funzionale;
  2. impronta digitale delle arcate con scanner intraorale;
  3. indagine radiologica 3D (CBTC) da sovrapporre all’impronta e al progetto estetico-funzionale, con la creazione di un modello virtuale;
  4. programmazione chirurgica virtuale, che simula l’ideale posizione implantare con la relativa protesi, così da scegliere sia la giusta procedura implanto-protesica (a carico immediato, immediata, differita…), nonché la corretta tipologia di impianto dentale (tradizionale, pterigoideo, zigomatico, nasale…), come già descritto in precedenza;
  5. generazione di una guida chirurgica per l’esatto inserimento degli impianti, cosi come nel programma virtuale;
  6. applicazione della protesi estetica immediata o differita, che rappresenta la base del progetto estetico-funzionale.

Leggi di più sull’approfondimento del timing e delle tecnologie >>>

Implantologia Dentale - Timing
Implantologia dentale perimplantite

Quanto durano gli impianti? Le perimplantiti.

Gli impianti dentali ben collocati e correttamente caricati con protesi ben conformata hanno una qualità terapeutica teoricamente sufficiente per la durata normale della vita.
Quello che abbiamo imparato con un’esperienza quarantennale è il concetto fondamentale della sorveglianza e manutenzione del sistema implanto-protesico: a seconda delle abitudini di vita, della capacità di igiene domiciliare e della situazione clinica generale impostiamo un 1)piano di manutenzione con visite cadenzate in Studio e un 2) piano di educazione alla manutenzione domiciliare per prevenire le malattie degli impianti dentali.
Queste sono la mucosite e perimplantite che hanno delle analogie con quelle dei denti naturali, rispettivamente gengivite e parodontite. Purtroppo la carica microbica è sempre in agguato e per questo occorre mettere per una prevenzione accurata i piani di manutenzione: la mucosite prima e la perimplantite dopo rappresentano una infiammazione dei tessuti gengivali che circondano l’emergenza degli impianti, che quando in salute costituiscono un “manicotto di guarnizione” della connessione tra osso e impianto. L’infiammazione colpisce dapprima la gengiva, che è meno resistente rispetto a quella intorno ai denti naturali, e da lì progredisce rapidamente sulla superficie implantare distruggendo progressivamente l’osso di sostegno.
La perimplantite va prevenuta con la manutenzione, ma se occorre va intercettata e curata rapidamente per impedire la perdita dell’impianto. I protocolli di manutenzione professionale attuali sono molto più efficaci di un tempo e dovrebbero contrastare sempre meglio questa temibile complicanza ritardata. Oggi oltre allo sviluppo di superfici e disegni implantari ottimali che massimizzano l’osteintegrazione, la ricerca scientifica è indirizzata all’individuazione della “connessione ideale” tra impianto e protesi, tale da minimizzare lo sviluppo della tanto temuta perimplantite.

Esiste il rigetto negli impianti dentali?

No, non esiste il rigetto degli impianti dentali.  Il rigetto è una reazione avversa del sistema immunitario verso l’innesto di un corpo riconosciuto come estraneo. Gli impianti sono fabbricati con titanio a grado elevato di purezza o con ceramica,  entrambi materiali  assolutamente biocompatibili. Inoltre le superfici di alcuni impianti sono ulteriormente trattate   in modo da favorire il potenziale induttivo di guarigione ossea dopo la fase chirurgica.

Rigetto impianti
Arcata edentula

Quanti impianti sono necessari per riabilitare un’arcata edentula completa?

La risposta corretta è: quanti ne servono a supportare con certezza per una durata indefinita una  protesi ben ferma, rimovibile solo dal medico ( Toronto Bridge o analoghe) o  rimovibile dal paziente con facile manovra (denominata overdenture).

In accordo con la qualità dell’osso, con le abitudini e la possanza masticatoria del paziente, sulla base  del rapporto spaziale tra le arcate, del tipo di protesi fissa o rimovibile, della misura consentita degli impianti in base alla dimensione dell’osso e  di altri fattori variabili si può ipotizzare un numero minimo di due nell’arcata inferiore e di quattro a quella superiore o un numero più alto.

Come si svolge l’intervento di implantologia?

Come ogni altro intervento chirurgico, anche quello implantologico, esteso o meno, comporta uno stato d’ansia che ben comprendiamo.
Lo Studio Fedi prevede un percorso di rasserenamento per i pazienti ansiosi: è l’ambiente di studio stesso che è stato preparato con accorgimenti visivi, luminosi, sonori e cenestesici che favoriscono uno stato di relax. Un ulteriore approfondimento è offerto dalla Sedazione cosciente con protossido d’azoto e dal favorire uno stato di trance ipnotica : Il Dr. Alessandro Fedi è anche Specialista in Psicoterapia con Ipnosi Eriksoniana.
Ciò premesso, l’intervento implantologico con progettazione guidata dalle immagini computerizzate è semplice, veloce e indolore. Le conseguenze algiche sono nella grande maggioranza dei casi nulle o minime, di poche ore o molto raramente di pochissimi giorni e del tutto controllabili con i comuni analgesici.

Intervento-implantologia-dentale
Implantologia Dentale - Toronto Bridge e Overdenture

Toronto Bridge o Overdenture?

Sono termini relativi alla riabilitazione di un’arcata completa.
Con la Toronto Bridge i denti sono fissati agli impianti con meccanismi di micromeccanica a vite o a ingaggio telescopico, in quest’ultimo caso cementati in modo leggero o leggermente frizionanti perché possano comunque essere rimossi dal professionista.
Con la Overdenture la protesi è collegata agli impianti con ingaggi a frizione elastica con una ritenzione tale che ne permetta la inamovibilità durante la funzione masticatoria e la rimovibilità domiciliare da parte del paziente per consentire e facilitare le manovre igieniche quotidiane.
La scelta è solitamente dettata da motivazioni di ordine psicologico, talora da ragioni precauzionali di ordine pratico in quanto l’Overdenture, per le sue caratteristiche di maggior facilità di manutenzione, è più adatta a soggetti potenzialmente definibili “indisciplinati” nelle manovre di manutenzione domiciliare.
Per quanto riguarda l’arcata superiore entrambe le protesi non hanno il fastidioso palato delle comuni protesi totali.

Implantologia dentale prima e dopo.

Il prima e dopo di 5 casi differenti di implantologia dentale.

Caso 1

Implantologia dentale CASO 1

Caso 2

Implantologia dentale CASO 2

Caso 3

Implantologia dentale CASO 3

Caso 4

Implantologia dentale CASO 4

Caso 5

Implantologia dentale CASO 5
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